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Ma davvero i Radicali sono i nemici?
Ma davvero la candidatura radicale rappresenta un problema per il “voto cattolico”?
Certo il problema esiste per l’Avvenire e per quella parte della gerarchia impegnata ad accreditare l’immagine falsa dei radicali come portatori di una visione antireligiosa della vita. È quella parte della Chiesa che ha sbarrato le porte al funerale di Piergiorgio Welby e che è arrivata ad accusare di omicidio il padre di Eluana Englaro.
Il mondo dei fedeli e dei praticanti, nelle sue realtà associative e nelle tante manifestazioni di volontariato, costituisce una realtà vasta, libera e diversificata. La sua attenzione e generosità verso le sofferenze degli umili, dei migranti, dei deboli, dei malati incrocia quotidianamente la nostra attenzione e il nostro impegno politico, nelle aule parlamentari ma anche nelle carceri, nei luoghi dell’emarginazione e del disagio, ovunque si debba contrastare l’ingiustizia e difendere la dignità della persona.
Non sarebbero state possibili le grandi maggioranze referendarie sul divorzio e sull’aborto senza il voto di tanta parte di questi elettori cattolici, che seppero distinguere tra peccato e reato, fra la professione di fede e il compito dello Stato. Costoro compresero che l’introduzione divorzio, lungi dal distruggere la famiglia, avrebbe consentito la legalizzazione di centinaia di migliaia di famiglie di fatto, genitori e figli costretti a vivere in condizioni di illegittimità; così come la legge sull’interruzione della gravidanza era rivolta non a diffondere l’aborto bensì a interrompere la diffusissima piaga dell’aborto clandestino di massa.
La foto qui accanto, che ci è particolarmente cara, testimonia della possibilità e fecondità di questo incontro. È la foto di un’udienza concessa da Papa Giovanni Paolo II agli anticlericali del Partito Radicale, Marco Pannella ed Emma Bonino, per il loro impegno contro lo sterminio per fame e per guerra di tanta parte dell’umanità.
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