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Commissione d'Inchiesta- la lettera aperta
Signor Presidente della giunta regionale,
signori Consiglieri regionali,
in occasione della prima seduta del Consiglio Regionale noi Radicali Italiani manifesteremo all’esterno perché non intendiamo rassegnarci all’assenza di democrazia e di Stato di diritto in Italia.
Anche queste elezioni regionali non sono state elezioni democratiche, almeno se prendiamo come parametro gli standard delle democrazie europee.
Dalla fase di presentazione delle candidature all’informazione radiotelevisiva, l’intero processo elettorale è stato scandito da illegalità che hanno negato ai cittadini il godimento dei diritti civili garantiti dalla Costituzione.
Le istituzioni della Repubblica, dal Ministero dell’interno ai Comuni, dai Tribunali alla Rai, si sono rese responsabili di una serie senza precedenti di omissioni e di violazioni di obblighi di legge.
Sapete quanto noi che la raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione delle candidature avviene in modalità fuorilegge, su moduli privi dell’indicazione dei candidati, in assenza del pubblico ufficiale, persino con firme false e di persone decedute.
Sapete anche che non esiste un adeguato servizio pubblico di autenticazione, al punto che l’onere della raccolta firme, nato per arginare le candidature temerarie e le liste senza rappresentatività, è divenuto uno strumento per impedire l’accesso alle elezioni di quelle forze politiche che intendono rispettare le leggi.
Sapete altresì che la comunicazione politica, dai manifesti elettorali sino agli spazi sulle televisioni nazionali e regionali, si svolge sistematicamente al di fuori dalle norme.
(per chi ha cambiato la legge elettorale) Il precedente Consiglio regionale della Basilicata …, peraltro, ha approvato una modifica della legge elettorale a pochi mesi dal voto se non addirittura a campagna elettorale già avviata , in aperto contrasto con le raccomandazioni del Consiglio d’Europa secondo cui “gli elementi fondamentali del diritto elettorale non devono poter essere modificate nell'anno che precede le elezioni” e con il principio di stabilità delle leggi elettorali che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha di già ritenuto utile parametro delle sue sentenze.
Da parte nostra, siamo determinati a percorrere tutte le vie giudiziarie e politiche affinché le giurisdizioni internazionali possano giudicare quanto accaduto in Italia: la peste italiana dell’antidemocrazia è un rischio non solo per il nostro Paese, che deve essere conosciuto e studiato per evitare che si diffonda così come accadde con il fascismo.
A Voi, signor Presidente, signori Consiglieri regionali,
chiediamo
l’istituzione di una Commissione speciale di inchiesta sulle ultime elezioni regionali ed, in genere, sulla negazione dei diritti civili dei cittadini durante la fase elettorale, anche allo scopo di promuovere tutte le azioni necessarie per impedire che in futuro si faccia di nuovo strame di diritto e di democrazia.








