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Milano Radicalmente nuova

Milano Radicalmente nuova

Documentiamo la libertà Rai-Tv e i suoi...vedere per crederci!

Questi sono gli allegati del documento "Attenzione! Senza democrazia non vi sono “elezioni”, ma solo violente finzioni contro diritti civili e umani"

…niente da fare. In nome della libertà di informazione si vuole garantire quanto di già realizzato contro libertà, democrazia, legalità, con le variazioni di spartizione del bottino partitocratrico. Licenza di uccidere ai grandi imprenditori della funzione neogoebelsiana del regime. Quali? Ad esempio i “sinistri” di regime Santoro e Floris di Annozero e Ballarò.

Dati di ascolto e presente politiche nelle principali trasmissioni Tv

Dati di ascolto e presente politiche nelle principali trasmissioni Tv

Dati di ascolto e presente politiche nelle principali trasmissioni Tv
 
   

Solo l’intera Galassia Radicale, la Lista Bonino – Pannella non hanno potuto essere valutati da uno solo su poco meno di mezzo miliardo di “ascolti”.

SEGUE DOCUMENTIAMO LA LIBERTà SECONDO RAI-TV E I SUOI… VEDERE PER CREDERCI (2)

…e ora il contributo dei “destri”…

I telegiornali come le fondamenta del muro della vergogna goebbelsiana che erigono i “liberi” imprenditori “sinistri”…

Tra il 1 settembre ed il 20 ottobre i radicali sono inesistenti in voce dalle edizioni principali

del Tg1. Anche considerando il periodo precedente (dall’8 giugno, 5 mesi) le interviste sono 6 per 2′8” pari allo 0,43% del totale degli esponenti politici.

Nel periodo 1 settembre – 20 ottobre il Tg2 dedica ai radicali 44” in voce in 2 interventi, pari allo 0,36% delle presenze politiche. Come per il Tg1, considerando il dopo elezioni, le

presenze totali sono 6 in 5 mesi per complessivi 1′53” pari allo 0,5% del totale.

Il Tg3 negli ultimi 2 mesi dedica 2 interventi in voce per 1′22” pari allo 0,66% mentre nel

periodo post elettorale le presenze totali sono 12 per 4′47” pari all’1,06% del totale.

Nessuna presenza al Tg4 negli ultimi 2 mesi, una presenza, per 14” negli ultimi 5 mesi.

Il Tg5 dedica ai radicali 33” in due interventi da settembre al 20 ottobre mentre sono 10 gli interventi dall’8 giugno al 20 ottobre per 3′34” pari all’1,07% del totale.

Su Studio Aperto aperto l’unico intervento in 5 mesi è di 4”.

Radicali assenti anche dal Tg di La7 negli ultimi 2 mesi, mentre l’unica presenza in 5 mesi è stata di 34”.

In totale i Tg principali delle Reti Rai hanno dedicato ai radicali 2′06” in voce in 4 interventi dal 1 settembre al 20 ottobre. Nello stesso periodo i Tg Mediaset hanno dedicato 37” in 3

interventi

Dall’8 giugno al 20 ottobre: Sul Tg1: Bonino al 54° posto (1′12”) – Pannella è al 96° posto

(22”); Sul Tg2: Bonino al 67° posto (44”), Pannella al 72° (35”); Sul Tg3: Bonino al 39° posto (2′28”), Pannella al 59° posto (1′18”)

N.B. L’ascolto medio giornaliero delle radio-Rai è di un totale di circa 12 milioni al

giorno contro un ascolto medio giornarliero di circa 5.300.000 delle reti TV Rai.

Cioè ascolti, in totale, doppi rispetto a quelli televisivi. E su questo sarebbe inutile

– crediamo – fare considerazioni, ma penso che quando fra breve potremo

fornirle, tutti si accorgeranno di già sapere che razza di “atomica” sia la radio nei

confronti della TV! E quale trattamento, ovviamente, viene riservato agli

ascoltatori che volessero sapere anche solo “qualcosa” su di noi. Siete ancora

convinti che sia eccesivo parlare di un sessantennio di REGIME ben peggiore e

più devastante di quanto non fu il ventennio partitocratico fascista!

IL CONTRIBUTO SFASCISTA DALLE ISTITUZIONI PARTITOCRATICHE UNITE

Nei sette mesi successivi al voto per il rinnovo del Parlamento europeo, la negazione in Italia della democrazia e dello Stato di Diritto si è ulteriormente aggravata, tanto da rendere ancora una volta improprio parlare nel nostro Paese di elezioni in termini democratici.

In questo dossier sono elencate le violazioni di legge ed i sabotaggi che hanno caratterizzato questa prima fase del procedimento elettorale per il voto del 28-29 marzo, raggruppate secondo tre aspetti:

  1. La manipolazione delle leggi elettorali
  2. Abolite ogni regola e informazione sulle elezioni e sulla raccolta firme e la presentazione delle liste
  3. Aboliti d’imperio i diritti civili nella fase pre-elettorale di presentazione delle liste

.I).       La manipolazione delle leggi elettorali a campagna in corso

Come già accaduto alle elezioni Politiche del 2006 (legge nº 270 del 21 dicembre 2005 , voto il 9 e 10 aprile 2006) ed alle Europee del 2009 (legge 20 febbraio 2009, n. 10, voto il 6 e 7 giugno 2009), anche questa tornata elettorale sarà caratterizzata dal cambiamento delle leggi elettorali a campagna praticamente già avviata e comunque a meno di un anno dal voto, termine minimo indicato dal Consiglio d’Europa (1) per evitare di considerare il diritto elettorale uno strumento che chi ha il potere manipola a suo favore a danno della sovranità popolare.

In vista delle elezioni Regionali 2010, sei leggi elettorali sono state cambiate a meno di un anno dal voto

  • Calabria: Legge regionale n. 4 del 6 febbraio 2010
  • Basilicata: Legge regionale n 3 del 19 gennaio 2010, modificata il 4 febbraio
  • Umbria: Legge regionale n. 2 del 4 gennaio 2010
  • Toscana:  Legge regionale n.50 del 5 agosto 2009
  • Piemonte: Legge regionale n.21 del 29 luglio 2009
  • Campania: Legge regionale n. 4 del 27 marzo 2009

II).       Abolite ogni regola e informazione sulle elezioni e sulla raccolta firme e la presentazione delle liste

In molte Regioni, sino a meno di un mese dal termine per il deposito delle Liste per le prossime elezioni Regionali, è stato impossibile raccogliere le firme per la presentazione delle liste di candidati a causa di una gravissima incertezza delle regole sugli adempimenti necessari.

La normativa nazionale –così come gran parte delle normative regionali- prevede che da 180 giorni prima delle votazioni sia possibile iniziare la raccolta delle firme sulle liste di candidati, su moduli conformi alle indicazioni del Ministero dell’interno o su quelli predisposti dalle Regioni che hanno adottato delle proprie leggi elettorali.

È  accaduto nelle seguenti Regioni:

  • Calabria: la legge elettorale del  6 febbraio 2010 ha modificato il numero minimo e massimo dei candidati da inserire nelle liste provinciali, rendendo inutilizzabili le firme sin qui raccolte.
  • Campania:  solo a partire dal 1 febbraio è stato possibile avere i modelli ufficiali per l’accettazione di candidatura e la presentazione delle liste
  • Umbria: a causa della legge elettorale approvata il 4 gennaio 2010, sino alla fine del mese non è stato possibile raccogliere le firme per la mancanza di qualsiasi indicazione specifica relative alla procedura per la raccolta delle firme
  • Basilicata: a causa della legge elettorale approvata il 14 gennaio 2010 e poi di nuovo modificata per evidente incostituzionalità,  sino ai primi di febbraio non è stato possibile raccogliere le firme per la mancanza di indicazioni relative al numero minimo e massimo dei candidati da inserire nelle liste provinciali nonché alla procedura per la raccolta delle firme
  • Marche: La legge elettorale regionale vieta la raccolta firme sino a quando non vengono convocati i comizi elettorali, ovvero solo 30 giorni prima della scadenza del termine per la presentazione delle candidature
  • Puglia: sino alla fine di gennaio non c’era certezza sulla modulistica per la raccolta firme

III)  Aboliti d’imperio i diritti civili nella fase pre-elettorale di presentazione delle liste

Ciò premesso, anche il solo tentativo di presentarsi alle elezioni è stato nei fatti sabotato sino a oggi.

L’onere della raccolta firme, nato per difendere la democrazia ed arginare le candidature temerarie e le liste senza rappresentatività, è invece divenuto uno strumento per impedire l’accesso alle elezioni di quelle forze politiche che vivono fuori dal recinto partitocratico.

A fronte delle 160 mila sottoscrizioni, autenticate e certificate, complessivamente necessarie per presentare le Liste di candidati alle elezioni regionali, è praticamente impossibile raccogliere legalmente le firme per una forza politica priva di consiglieri comunali e provinciali.

Infatti, nonostante quanto previsto dall’art. 4 della legge n. 43/95[2]:

  • I cittadini italiani non sono stati in nessun modo informati delle modalità del procedimento elettorale ne del loro diritto di sottoscrivere le liste di candidati
  • 200 mila persone, cui la legge affida la funzione di autenticare le firme, non hanno ricevuto nessuna disposizione per esercitare utilmente il  loro potere-dovere di farlo
  • Comuni, Province, Tribunali e Procure non hanno predisposto ed organizzato un servizio pubblico di autenticazione, che la legge prevede possa svolgersi anche al di fuori degli uffici comunali
  • Il 75% dei Comuni non si è dotato della PEC (posta elettronica certificata), obbligatoria dal 30 giugno 2009, e ciò ha impedito alla Lista Bonino-Pannella di inviare a costi ridotti e tempestivamente le liste provinciali da far sottoscrivere ai cittadini ( poi inviate a costi elevati, mezzo corriere, a 3.400 Comuni)
  • Ancora oggi in gran parte dei Comuni non vengono rispettati gli obblighi di legge quanto a orari di apertura degli uffici, semplicità per i cittadini nella sottoscrizione, presenza di avvisi pubblici visibili anche ad uffici chiusi
  • La Rai, violando anche quanto previsto dal Regolamento approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza, non trasmette le informazioni relative procedure elettorali e modalità per sottoscrivere le liste di candidati

La Lista Bonino-Pannella ha in tutti i modi interessato le istituzioni competenti:

  • 26 gennaio: lettera al Ministro Maroni ed al Ministro Alfano con cui si chiedeva un intervento per garantire la regolarità della fase di raccolta firme, informando tramite la RAI i cittadini ed assicurando il servizio pubblico di autenticazione di cui si denunciava l’assenza
  • 26 gennaio: lettera ai Presidenti dell’ANCI  e dell’UPI per chiedere di provvedere affinchè i comuni mettessero a disposizioni gli autenticatori
  • 7 febbraio: diffida alla società RAI, al CDA, al DG ed ai direttori dei telegiornali nazionali e regionali, chiedendo che i cittadini fossero informati della procedura elettorale e del loro diritto di sottoscrivere le liste, con l’indicazione degli orari di apertura delle segreterie comunali

Non risulta, ad oggi, che alcun intervento sia stato fatto per recuperare  una situazione vicina all’irreparabile.

(1) Il Consiglio d’Europa, con una dichiarazione approvata nella sessione del 13 maggio 2004 dal Comitato dei Ministri degli esteri –ivi compreso il rappresentante del Governo italiano- ha ritenuto essenziale, per considerare le elezioni corrette e democratiche , il rispetto della seguente regola: “gli elementi fondamentali del diritto elettorale non devono poter essere modificate nell’anno che precede le elezioni “.


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