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Milano Radicalmente nuova

Milano Radicalmente nuova

Per un miglior uso del territorio

 

Per un’urbanistica europea

 



Obiettivo rilevante della politica urbanistica regionale è un adeguamento alla legislazione europea in materia di partecipazione dei cittadini e delle associazioni a una seria applicazione delle pratiche di valutazione ambientale strategica (VAS) e di valutazione di impatto ambientale (VIA). Correlativamente, va limitata ai casi effettivamente eccezionali la logica dell’emergenza e delle conseguenti deroghe alle leggi e ai vincoli urbanistici, ambientali, storico-culturali e paesaggistici, ponendo fine allo scandalo della continua e abusiva estensione delle norme previste per le catastrofi naturali ai grandi eventi e alle manifestazioni sportive internazionali.
In quest’ottica va fermata l’ulteriore cementificazione del territorio agricolo, indirizzando invece l’attività alla riqualificazione urbanistica di ambiti semi abbandonati o degradati, alla messa in sicurezza dei centri abitati rispetto ai rischi idrogeologici e alla rottamazione edilizia.

 


Edilizia: c’è molto da ricostruire

 



Nonostante il settore edile residenziale nel Lazio (e soprattutto a Roma) continui a produrre nuovi immobili, e nonostante moltissimi alloggi sfitti , esiste una grandissima necessità di edilizia popolare, di case cioè da destinare alle fasce socialmente più deboli.
La risposta a questa esigenza deve essere trovata rafforzando le forme di finanziamenti pubblici per la casa già avviate dalla Regione Lazio con la legge di assestamento di bilancio 2009 e non consentendo, se non in casi assolutamente straordinari, cubature aggiuntive rispetto a quelle già individuate dai già dilatati piani regolatori . Il recupero dell’immenso patrimonio immobiliare deve partire dagli immobili pubblici dismessi che già consentirebbero, ad esempio a Roma, la sistemazione di 15 mila famiglie (sono 50 mila quelle bisognose) e va integrato dall’acquisto, come avviene in Francia e Germania da parte dello Stato, di immobili da riqualificare e da destinare a tale esigenza. Si deve inoltre usare la leva fiscale per incentivare l’immissione nel mercato di immobili sfitti (si stimano tra i 100 e i 200 mila quelli a Roma) . Questo anche per non creare quartieri-ghetto sconnessi alla città in termini di mobilità e di servizi. 
La regione dovrà agire su i seguenti fronti:
favorire l’affitto degli alloggi sfitti anche al fine di diminuire la richiesta di costruzione di nuove case;
favorire l’individuazione delle necessarie cubature da destinarsi all’edilizia popolare all’interno delle cubature ancora da realizzarsi già previste dai vari piani regolatori;
individuare forme d’incentivo fiscale per favorire gli affitti secondo canoni non speculativi;
approvare disposizioni che mettano i Comuni nelle condizioni di dover approvare in via prioritaria la realizzazione dell’edilizia popolare prima di ogni altro ulteriore intervento residenziale per garantire la realizzazione di nuovi alloggi popolari;
proseguire nell'applicazione delle norme già esistenti sull'autorecupero e l'autocostruzione, incentivando nuove forme di abitare sostenibile, tra cui il cohousing.
Tutto questo deve rientrare poi in una cornice di garanzie e di tutela che preservi il territorio regionale da ulteriori processi speculativi. A tal fine è necessario ultimare il processo di pianificazione paesaggistica già avviato che, adeguandosi alle nuove disposizione del Codice dei Beni Culturali, prevede eventuali espansione urbane solo in un quadro dove gli elementi paesaggisti ed ambientali che caratterizzano il Lazio vengono preservati, valorizzati e correttamente gestiti senza alterare la loro bellezza e la loro funzionalità ecologica.

 
La grande opportunità del turismo

 



Il settore turismo, determinante per il sistema Regione Lazio, ha ancora grandissime potenzialità di crescita.
La Regione deve continuare ad avere un ruolo fondamentale primario nel settore, ma certe forme di concorrenza tra le Regioni, che danno luogo ad inutili sprechi, devono essere sostituite da esperienze di collaborazione. E’ per esempio opportuno promuovere un “dialogo turistico” con l’Abruzzo, il Molise e le Marche, per stimolare un rapporto interregionale che veda nelle regioni centrali una nuova piattaforma di collegamento fra i Balcani e il Mediterraneo verso la riva sud, partendo proprio dal settore turismo.
Per quanto riguarda le politiche specifiche per il turismo in ambito regionale, ecco alcune linee di intervento:
- Affrontare in modo serio e completo il problema della stagionalità sfruttando il clima mite anche in stagioni come primavera ed autunno, per allacciare partenariati con paesi nordici e dell’Europa orientale.
- Stimolare la trasformazione dell’offerta:
 
  • rilanciando il turismo qualificato attraverso un graduale potenziamento del territorio laziale, da ottenersi in special modo con l’inserimento - all’interno dei percorsi turistici imperniati su Roma – di tappe alternative nelle bellezze periferiche della regione Lazio.
  • sfruttando le potenzialità dei prodotti enogastronomici locali, attirando per questa via un turismo mirato in grado di valorizzare la Regione e non soltanto la Capitale.
  • promuovendo un turismo locale che migliori il rapporto tra Roma e territorio attraverso l’acquisto diretto del consumatore presso il produttore di prodotti a kilometro zero.

 


Agricoltura: contro l’abbandono delle terre coltivate

 



Purtroppo il Lazio è una delle regioni in cui, nonostante il grande impegno dell’assessorato in questo campo, si è verificato uno dei più alti tassi di sparizione delle aziende agricole. La redditività agricola non può certo competere con la rendita fondiaria e immobiliare, specie se ci saranno in vista nuovi condoni edilizi. Bisogna inoltre che si giunga ad una incisiva legislazione, anzitutto regionale, sul consumo di suolo. E’ indispensabile un binomio virtuoso Parchi/Agricoltura, promuovendo – come già avviene – all’interno dei Parchi stessi un’agricoltura biologica, tipizzata, di qualità. Stanno aumentando nella regione i giovani agricoltori. Bisogna aiutarli, sostenerli di più.

 

Commenti

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