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Milano Radicalmente nuova

Milano Radicalmente nuova

Una regione ricca di cultura, fucina d'innovazione

 

Diritto allo studio

 


Declinazione del diritto allo studio

LAZIODISU è l’azienda regionale per il diritto allo studio universitario. Essa deve garantire agli studenti, capaci e meritevoli, sprovvisti o carenti di mezzi o in condizioni di disabilità, una serie di servizi, azioni, strumenti, ottenuti attraverso un sistema integrato di interventi.

La Regione svolge il ruolo di ente di programmazione, indirizzo, coordinamento, direttiva, vigilanza e controllo in materia di diritto agli studi universitari. Pone inoltre in essere attività e strumenti di valutazione, monitoraggio ed implementazione del sistema delle prestazioni, attraverso l’azione di Laziodisu e delle relative Adisu.

Problemi e complicazioni

 

1. Agli studenti della Sapienza sono destinati 1400 posti letto. Ogni anno un numero che varia dai 100 agli oltre 200 studenti non può usufruire di questo servizio a causa dell’insufficienza delle residenze destinate agli studenti.

2. Sono 8000 studenti con i requisiti (ISEE< 16.594) necessari che ogni anno richiedono la borsa di studio a Roma, ma solo i primi 3500 sono garantiti al 100%. I rimanenti sono a rischio, per mancanza di fondi.

3. Laziodisu continua a mettere le risorse a disposizione anche degli studenti che frequentano università private (San Pio V, Lumsa, Luiss);

4. Delle residenze messe a bando, almeno tre di esse (De Lollis, De Dominicis, Marrama) non godono di sufficienti condizioni strutturali. I problemi più seri riguardano: assenza di connessione ad internet, fatiscenza ed inadeguatezza dei servizi igienici, mancanza di strutture per cucinare, mancanza di refrigeratori, decadimento fisico delle strutture.

5. Una delle residenze sopra indicate, Ponte di Nona, è stata inaugurata nell’anno accademico 2009/2010. Essa è situata nei pressi della stazione ferroviaria Lunghezza, oltre il limite del Raccordo Anulare. La residenza non è quindi integrata nel tessuto cittadino, non tiene conto delle funzioni connesse alle attività di tempo libero degli studenti, né della raggiungibilità delle sedi universitarie e dei servizi che possono maggiormente interessare la popolazione studentesca (biblioteche, musei, centri di cultura universitari). [in contrasto con ciò che viene definito nel DM. 43 dal Ministero dell’Università e della Ricerca] Simile, sebbene meno eclatante, è il caso di Residenze quali quelle di Valle Aurelia, via Marrama per la Sapienza e viale dell’Archeologia (Tor Bella Monaca) per gli studenti di Tor Vergata.

6. Sebbene le domande di partecipazione ai concorsi Laziodisu, vengano compilate dagli studenti durante il mese di agosto, i benefici (le residenze e le borse di studio) sono elargiti a gennaio. Gli studenti sono quindi costretti a cominciare l’anno accademico in una condizione di disagio, che dura quasi un intero semestre universitario, trovandosi senza un posto dove dormire e senza i soldi per gestire tale stressante situazione.

La Regione seguirà queste linee direttive:

  • Promuovere l’aumento delle residenze destinate agli studenti
  • Incrementare dall’attuale 43% ad almeno il 60% la copertura di borse di studio per gli studenti aventi diritto.
  • Migliorare la gestione e realizzare tempestivamente le opere di manutenzione ordinaria delle residenze universitarie oggi fatiscenti e non a norma.
  • Abbinare l’elargizione di residenze e borse di studio all’inizio dell’anno accademico, evitando i disagi che ne conseguono.
  • Adeguare le strutture di ausili e supporti specialistici per studenti disabili.
  • Favorire le agevolazioni per i trasporti.
  • Incrementare i contributi per la mobilità internazionale, stage e tirocini all’estero.

 

La cultura : uno spazio di libertà e di convivenza

 



La cultura ha sempre rappresentato uno spazio pubblico di libertà, di democrazia, di libera convivenza e - senza sottovalutare l’importantissimo contributo economico al benessere collettivo - di cittadinanza piena. 

Al contrario, il declino di un territorio, di una comunità, di una città è sempre rivelato da scenari cupi, fatti di grigiore culturale,  provincialismo artistico, teatri che si chiudono, luci che si spengono, patrimoni culturali e artistici abbandonati. 
Tutto ciò  vale per l’Italia e per la maggior parte delle sue regioni, ma assume un ruolo decisivo per il nostro territorio. Nel Lazio, infatti, non solo risiedono la maggioranza delle compagnie teatrali, musicali, delle associazioni culturali, delle fondazioni, delle imprese dell’audiovisivo e dello spettacolo dal vivo del nostro paese, ma, in virtù di questa peculiarità, è proprio in questa regione che la crisi economica e i drammatici tagli operati dal governo nazionale alla cultura hanno colpito con più durezza il tessuto vitale delle realtà artistiche e culturali.

L’amministrazione deve essere attore e protagonista accanto al mondo della cultura, non solo nella battaglia per il ripristino delle risorse oggi tagliate, ma anche per la riforma di criteri di distribuzione arcaici e burocratici.


Più risorse alla cultura, ma non solo 



In questa direzione è un ragionevole obiettivo programmatico quello di riportare l’1% della spesa regionale dei prossimi tre anni destinandola alle politiche culturali. Un investimento per nulla straordinario che dovrà assumere caratteristiche di spesa minima ordinaria. 

Sostegno alla creatività giovanile: un problema di spazi, servizi, occasioni.

Un secondo obiettivo riguarda quello di organizzare una rete di servizi, in collaborazione con gli enti locali, i comuni e le province, a sostegno della produzione culturale e artistica, con particolare attenzione alla creatività giovanile, alla produzione indipendente, alle culture locali. Un mondo che richiede occasioni e opportunità: in poche parole servizi e spazi disponibili, piuttosto che finanziamenti disorganici e occasionali. Intendiamo contribuire a realizzare: luoghi di sperimentazione, sale di prova gratuite, accessi alla comunicazione, momenti di visibilità. La stessa esperienza delle Officine Culturali va proseguita, come vanno immaginati dei veri e propri Laboratori Urbani per queste realtà. Occorre, più in generale, promuovere e sostenere i circuiti teatrali indipendenti..

Spettacolo dal vivo: il riconoscimento di imprese a pieno titolo

Un altro settore d’intervento decisivo riguarda il sostegno allo spettacolo dal vivo. I tagli del governo hanno lasciato l’intero mondo della cultura e dell’arte in una situazione di drammatica solitudine. Il sostegno a questo settore rappresenta per noi non solo un tema di chiara rilevanza economica ma anche l’occasione per affermare un diverso modello di convivenza civile,di alternativa all’isolamento civile e culturale delle nostre comunità.

E’ necessaria l’elaborazione di una legge regionale che possa intervenire direttamente sulla produzione anche attraverso un diverso utilizzo della leva fiscale, sia di reinvestimento degli utili da parte dei privati in produzione artistica, sia mutuando su base regionale il modello della “tax credit” e della “tax shelter”.

Il vero problema di moltissime realtà teatrali è rappresentato oggi dal mancato riconoscimento della caratteristica di impresa a pieno titolo. Da tempo le imprese dello spettacolo dal vivo reclamano il riconoscimento di Piccole e Medie Imprese. Un vuoto normativo che impedisce a moltissime realtà l’accesso al credito, agli ammortizzatori sociali o agli stessi finanziamenti previsti per le altre imprese.

Analogo intervento intendiamo metterlo in campo nel settore teatrale. Sia difendendo i tanti teatri dal rischio di chiusura, sia difendendo esperienze originali che rischiano la marginalità, in assenza di spazi e occasioni.

Le risorse per la cultura
: trasparenza, semplificazione, unificazione delle competenze

Più in generale è anche il sistema di distribuzione delle risorse e di sostegno alla cultura che deve essere reso più semplice e trasparente. Non solo i contributi - sia alla produzione che agli eventi - debbono essere accessibili e controllabili pubblicamente, ma anche riportati sotto un’unica direzione – quella del dipartimento culturale - ed un'unica voce, sottraendoli alle mille competenze che intervengono nel settore.


Un distretto per l'audiovisivo


Un’attenzione particolare va rivolta al settore dell’audiovisivo. Il Lazio è la regione del cinema e della produzione televisiva. Qui si concentrano la stragrande maggioranza delle imprese del settore (circa 130.000 occupati): con un fatturato di sette miliardi di euro è la seconda filiera industriale dopo il settore edilizio.  L’approvazione di una nuova legge regionale per l’audiovisivo sarebbe un segnale importante nei confronti del settore, potrebbe essere approvata nei primi 100 giorni di governo della nuova giunta.

Si tratterebbe della prima legge-quadro regionale in materia di audiovisivo, a sostegno della produzione di film e fiction, di promozione dell’innovazione tecnologica e di facilitazione di accesso al credito.

Oltre alla produzione è nostra intenzione sostenere la promozione del territorio attraverso il rilancio della Film Commission; analogo impegno va messo in campo per la diffusione della cultura cinematografica: attraverso interventi per la ristrutturazione e messa norma delle sale cinematografiche; per l’adeguamento tecnologico; per la tutela dei piccoli esercizi cinematografici; per le sale dedicate alla programmazione del cinema italiano ed europeo; per la salvaguardia delle sale nei centri storici e nei territori più svantaggiati. 

Piccola editoria

La piccola e media editoria ha trovato nel Lazio una propria dimensione inedita nel panorama nazionale. Un settore che in questi anni è cresciuto sia in termini di visibilità, sia di vivacità culturale. Per questo intendiamo sostenere un’editoria fatta d’idee e di qualità, attraverso il sostegno a fiere dedicate, facilitazione dell’accesso al credito per i piccoli editori, integrazione con il circuito delle biblioteche regionali e con il mondo della scuola.È necessario creare nel Lazio, e in particolare a Roma, una “CITTA’ DEL LIBRO”,  luogo e strumento per sostenere ad un tempo le attività creative, quelle produttive, quelle di promozione, con risorse pubbliche che ne consentano l’avvio. 


Il Lazio un grande patrimonio culturale

I beni culturali nel Lazio ed i suoi musei sono anche la sua ricchezza più esclusiva, spesso poco conosciuta e valorizzata. Puntare sui Grandi Attrattori Culturali della regione come poli di investimento per uno sviluppo sostenibile del territorio attraverso il potenziamento di strutture turistiche e ricettive, rappresenta una politica lungimirante a basso impatto ambientale e ad alto margine di incremento a breve termine. Il lavoro svolto nello sviluppo di luoghi di eccellenza come le Ville di Tivoli, il parco di Vulci, l’abbazia di Fossanova, la via del Sale, disseminati su tutto il territorio regionale sono una prova concreta di come gli investimenti in cultura possano rapidamente trasformarsi in volani economici virtuosi.

Unire la memoria dell’antico con il sapere moderno è un meccanismo vincente in tanti altri campi. Pensiamo al Lazio come terra delle grandi abbazie, da Farfa, a Subiaco, a Montecassino, i luoghi che hanno consentito la trasmissione della cultura occidentale dal papiro alla carta stampata. E oggi siamo a un altro passaggio cruciale dal libro al supporto digitale, con progetti molto ambiziosi. Noi siamo assenti, mentre potremmo candidare la regione delle antiche abbazie come polo della digitalizzazione dei saperi, promuovendo la ricerca e la nascita di nuove imprese specializzate nel software dei beni culturali, cominciare con l’archiviazione fotografica del nostro patrimonio artistico, per esempio, potrebbe essere un primo passo verso la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio.